Blog di Morna*

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"I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. 
Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andate avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li scopre.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto."

( 11/1/2010 15:59:50 - N. 375365 )


Per accompagnarti 

ti accompagnerei 
giù fino in fondo a questo nostro 
strano giorno 
anche se tu 
sei come sei 
e non mi ascolti 
e ti confondo. 
per accompagnarti 
ti accompagnerei 
per quella specie di segreto 
che hai negli occhi 
ma intanto tu 
sei come sei 
chissà se vuoi che resti 
o torni. 

e intanto passano le notti 
e dimenticano certi sogni 
sui nostri pavimenti 
chissà se quando sei partita 
ti ricordavi già di me 
chissà se tutto quel ch' é stato vero 
in fondo ancora adesso 
vero é...

( 17/12/2009 23:32:6 - N. 375160 )

"Un giorno incontriamo la persona giusta. Restiamo indifferenti, perché non l'abbiamo riconosciuta: passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l'abitudine di passeggiare insieme di giorno.
Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta; ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli: la terra, il cielo, non sono mutati; i minuti fluiscono quietamente. Noi ci siamo sbagliati già tante volte. E in presenza di quelle false persone giuste, eravamo travolti da un tale impetuoso tumulto che quasi non ci restava la forza di pensare: ci trovavamo a vivere come al centro di un paese incendiato. E poi di colpo si spegneva il fuoco, non restava che un po' di brace tiepida.
La cosa strana, invece, con questa persona, è che si sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro. Questa persona, mentre cammina accanto a noi con il suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede un'infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli."

Natalia
Ginzburg - I rapporti umani

Così era per me quando c'eri tu "ed ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino".


( 5/12/2009 02:06:37 - N. 375024 )
blog modificato il: 05/12/2009 02:08:53


imprevisti

( 24/11/2009 13:42:37 - N. 374896 )

"La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro 
che non ti vede nessuno 
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano 
e cascare dentro un letto..... 
che pena...che nostalgia 
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia 
Almeno non ti avessi incontrato 
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.
 "



Via Foria era un tappeto di foglie gialle. Ho guardato i rami, quella strana sensazione di carcere a quell'incrocio. Era ancora lì anche se faceva caldo in quel tempo. Ho rivisto me e te camminare con le buste del supermercato. Ti parlavo di stronzate. Avevi comprato cose insane ed io avevo cercato di redimerti divisi tra gli scaffali in cerca di un succo di frutta che ci mettesse d'accordo. Almeno quello.
Era stata una giornata nera avevi ancora le scarpe della comunione di tua cugina. "Non vado a spagnolo, andiamo a casa, passiamo per di qua, vieni con me, girati ti faccio una foto. Questo lo attacco qua. grazie è veramente bello. ". Ricordo parole a caso di quel giorno dove tutto inizò e finì.
L'amore non sempre serve a qualcosa
.


( 21/11/2009 23:42:7 - N. 374871 )

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