Blog di falcodiluce

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nuvole nere
di uccelli viaggiatori
si spostano
impazzite
senza meta
tra filosofi
e scrittori
andando a morire
tra le pagine
di un libro
freddo
come alcune notti
di dicembre
dal sapore
dell'argo
e
del cromo
( 13/12/2006 01:47:3 - N. 209234 )

a teatro attori gridano ,ballano, cercano di interessare il pubblico con sottili ironie e trame ormai scontate...
avrei buttato pomodori come si faceva nei film in bianco e nero di tanto tempo fa...
e alla fine...tra questi cattivi attori,invisibili fonici e tecnici...
un solo applauso meritato...quello di un poeta omosessuale che nulla aveva a che fare con questo teatro...
(trascrivere la poesia a cui mi riferisco è d'obbligo)



Fermate tutti gli orologi
isolate il telefono
fate tacere il cane con un osso succulento.
Chiudete i pianoforti
e tra un rullio smorzato,
portate fuori il feretro.
Si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani, lamentosi, lassù
e scrivano sul cielo il messaggio:
Lui è morto.
Allacciate nastri di crespo
al collo bianco dei piccioni.
I vigili si mettano
guanti di tela nera.
Lui era il mio nord, il mio sud,
il mio est e ovest,
la mia settimana di lavoro
e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte,
la mia lingua, il mio canto.
Pensavo che l'amore fosse eterno
e avevo torto.
Non servono più le stelle,
spegnetele anche tutte,
imballate la luna,
smontate pure il sole,
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.



( 17/11/2006 02:04:41 - N. 201202 )


ricordo che ero sempre pieno di gente intorno...
all'università le ragazze ridevano alle mie battute, i ragazzi chiedevano di potermi seguire nelle uscite serali tra discoteche e birrerie...
li vedevo con la coda dell'occhio parlare alle mie spalle...
tutto quello che mi dicevano era pura futilità...
mi andava bene...
"superficiale"...questo dicevano...

cazzo...vorrei tanto esserlo...
cosi almento
la mia fronte non assomiglierebbe tanto al palmo della mia mano...
( 13/11/2006 15:42:47 - N. 200026 )


apro la porta di casa cercando di non far rumore per non svegliare i miei...
entro in cucina giostrandomi tra sedie e tavolo che da ubriaco come sono formano un paesagio tortuosissimo...
dovrei andare a dormire, ma la bottiglia mezza vuota di chianti poggiata sul tavolo sembra un condannato a morte già ferito che, sul patibolo, aspetta solo la fucilazone...sarebbe una crudeltà lasciarla aspettare su quel tavolo accerchiata da cecchini di porcellana e vetro....
qualche sorso e la sua sofferenza è finita...
l'unica traccia della sua esistenza sono la bottiglia vuota e qualche schizzo del suo sangue sulla mia maglia...
mentre cerco di arrivare alla mia stanza mi chiedo se valga la pena di scrivere qualcosa sulla serata...
non tanto per gli avvenimenti quanto forse perchè non sono una buona penna...
cmq ne ho bisogno e scrivo...
poi mi fa da allenamento dicono...

stasera solo due locali...
eppure io e Dom arrivammo a farcene cinque in una sola notte...
quanto spreco di energie e denaro per bere di più, scopare di più...
cazzo mi mancano quei tempi...
e quei tempi erano due anni fa....
stasera non si è cercato di andare a donne....
avevamo solo bisogno di bere un pò, rilassarci, dimanticare le rotture di cazzo che attanagliano e riempiono le giornate di ognuno di noi...
Dom aveva da poco letto un mio racconto e ne era entusiasta...
l'avevo scritto apposta per lui...un amante del genere "Diabolik" che tanto contrasta con il mio....
le frasi sconnesse a causa del troppo alcol avevano un senso solo grazie al troppo alcol....
un misto di filosofia, vita,fantacalcio, pittura, musica,cazzeggio....

mentre i miei pensieri restano assuefatti dalle note di jarret le mie mani perdono il contatto con la tastiera...
e una cosa mi gironzola per la testa...
la differenza tra filosofia e letteratura è tutta nello stile...


( 4/11/2006 03:30:53 - N. 197157 )


aspetto un piccolo,piccolissimo sunto di una serata come tante addobbata di pipistrelli e mostri...
fiumi di birra e felicità sincera per la laurea di un amico...
mentre torno a casa in macchina lo stereo intona una canzone dal ritmo orecchiabile ma dalla parole più vuote del cervello di leila...

<<fa troppa luce la parola "sempre">>
mi chiedo quale sia il limite ultimo dell'idiozia...
la parola "sempre"...la parola più buia ma scritta su carta o vibrata da corda vocale...
una parola che da sola riesce a fermare lo scorrere del tempo, a spegnare il fuoco delle passioni eteree e infinitamente grandi...
una parola bianca, senza la minima sfumatura...
nemmeno di grigio...
"ora" l'unica parola luminosa nella miriade di frasi che sporcano le bianche pagine dei libri...
l'unica parola che brucia...
da dentro...
rode le vene...
nulla è splendido quanto qualcosa che possa essere ricordato...
ma solo per un attimo...
anche il ricordo infinito lascerebbe un velo rovinato senza omra di ricami...

mi cago pure il cazzo di continuare...buonanotte...
( 1/11/2006 04:06:43 - N. 196179 )

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